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Così il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, Cecilia Guerra: niente forfettario per chi nel 2019 ha avuto più di 30mila euro di lavoro dipendente

di Enrico Bronzo

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(Imagoeconomica)

1′ di lettura

A margine di un convegno organizzato il 23 gennaio dall’Anc, il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, Cecilia Guerra, ha detto che le modifiche al regime forfettario introdotte dalla legge di Bilancio 2020 sono già in vigore.

Specificando che il requisito di non avere percepito «nell’anno precedente» redditi da lavoro dipendente – o assimilati – oltre 30mila euro vale per il 2019 perché non si applicano i principi dello Statuto dei contribuenti, come avanzato da qualcuno, in quanto non si tratta di nuovi adempimenti.

Ricapitolando, chi nel 2019 ha superato il suddetto limite è fuori dal regime forfetario dal 1° gennaio 2020.

Così una settimana fa
Lo scorso 17 gennaio il Governo si era preso una settimana di tempo per rispondere ai quesiti del Movimento 5 Stelle e della Lega sulla possibilità di far slittare al 2021 l’operatività dei nuovi limiti di accesso alla flat tax del 15% per chi ha ricavi fino a 65mila euro. Il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa (M5S), intervenendo in commissione Finanze, aveva chiesto tempo in attesa di un ulteriore approfondimento dei tecnici del Mef e dell’agenzia delle Entrate.

Per venire incontro a tutti quei contribuenti che non sono certi di non aver oltrepassato i 30mila euro di redditi da lavoro dipendente, e che potranno verificarlo solo con la Certificazione unica di marzo, il sottosegretario aveva accennato alla possibilità di accettare quale verifica del limite dei 30mila euro anche la somma dei cedolini o buste paga targati 2019. «Possibilità che – sempre secondo Villarosa – potrebbe essere “ufficializzata” con un’apposita circolare».



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