Al centro del summit del 6 e 7 ottobre scorso, la cooperazione tra amministrazioni, le frodi Iva nell’e-commerce e l’impiego dei dati per migliorare la compliance fiscale 

Cooperazione fra Stati membri in materia fiscale, contrasto alle frodi Iva transfrontaliere e utilizzo delle opportunità offerte dalla digitalizzazione per migliorare l’adempimento degli obblighi tributari. Sono questi alcuni dei temi al centro del Tax Administration EU Summit (TADEUS), l’evento, tenutosi a Dublino il 6 e 7 ottobre 2026, a cui hanno partecipato i vertici delle amministrazioni fiscali nazionali e i rappresentanti della Commissione europea. L’Agenzia delle entrate italiana, rappresentata dal direttore Vincenzo Carbone, ha come di consueto, preso parte ai lavori.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto strategico sulle sfide comuni dei sistemi tributari europei, con particolare attenzione all’efficacia dei controlli, allo scambio di informazioni e all’individuazione di soluzioni condivise per migliorare l’attività delle autorità fiscali.
I lavori si inseriscono nel percorso di cooperazione avviato nel 2018 con l’istituzione di TADEUS, il forum dedicato al dialogo tra i responsabili delle amministrazioni fiscali dell’Unione europea e la Commissione.

Frodi Iva e analisi dei rischi
Tra i temi affrontati a Dublino, un ruolo centrale è stato riservato al contrasto delle frodi Iva, soprattutto nel settore del commercio elettronico, caratterizzato da operazioni che possono coinvolgere operatori e consumatori situati in Paesi diversi.
Le conclusioni del summit sottolineano l’importanza della rete Eurofisc per individuare e contrastare  le frodi Iva transfrontaliere. L’obiettivo è migliorare la tempestività nella gestione delle segnalazioni di rischio e rendere più coordinati gli interventi delle amministrazioni. 

Riduzione del tax gap e qualità delle informazioni
Un altro tema di confronto ha riguardato il tax gap, ossia la differenza tra il gettito fiscale teoricamente dovuto e quello effettivamente riscosso. La sua riduzione costituisce una delle sfide per le amministrazioni fiscali, chiamate a individuare le aree di maggiore rischio e a orientare in modo mirato le attività di controllo.
In questa prospettiva, l’utilizzo dei dati e la condivisione delle esperienze maturate nei diversi Paesi possono contribuire a migliorare la conoscenza dei fenomeni di evasione e a valutare l’efficacia delle misure adottate. Il confronto si collega anche alle riflessioni sviluppate a livello europeo sul divario fiscale e sulle metodologie per misurarlo.
In tale ambito, l’Agenzia delle entrate coordina, fin dalla sua istituzione, il gruppo di progetto, finanziato con i fondi del Programma europeo Fiscalis, finalizzato a sviluppare un quadro metodologico condiviso per la stima dei tax gap nei Paesi dell’Unione europea.
L’obiettivo è favorire un approccio fondato su informazioni attendibili, analisi più approfondite e strumenti in grado di supportare le decisioni delle amministrazioni in base alle loro caratteristiche.

Digitalizzazione e intelligenza artificiale al servizio della compliance
La trasformazione digitale è stata un ulteriore tema di rilievo del summit. L’impiego di strumenti tecnologici, sistemi di analisi dei dati e applicazioni di intelligenza artificiale offre nuove possibilità per migliorare l’efficienza delle amministrazioni, individuare tempestivamente le anomalie e semplificare gli adempimenti.
Le conclusioni valorizzano un modello di compliance fiscale più orientato alla prevenzione, nel quale la disponibilità di informazioni e la capacità di analizzarle possono aiutare a individuare i rischi prima che si traducano in violazioni degli obblighi tributari.
La tecnologia, tuttavia, non riguarda soltanto il rafforzamento dei controlli ma anche il miglioramento dei servizi offerti ai contribuenti e la semplificazione dei rapporti con l’amministrazione fiscale. Tra gli strumenti che contribuiscono a questa evoluzione figurano la fatturazione elettronica e le dichiarazioni precompilate.
In questo quadro si colloca il principio once-only, secondo cui le informazioni già messe a disposizione dell’amministrazione non dovrebbero essere richieste nuovamente senza necessità.

Una strategia comune per amministrazioni più efficienti
Il TADEUS 2026 conferma il valore del confronto tra le amministrazioni fiscali europee su questioni che richiedono competenze, strumenti e capacità di coordinamento condivisi.
Il documento conclusivo del summit, pubblicato dalla Commissione europea l’8 ottobre 2026, raccoglie gli orientamenti e gli impegni emersi dal confronto, offrendo un riferimento per seguire l’evoluzione delle iniziative avviate a livello europeo.
 

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/ Vai all’articolo originale