La pubblicazione curata dal Dipartimento finanze e dall’Omi analizza il settore attraverso i dati fiscali, catastali, reddituali e di mercato, offrendo una panoramica sul patrimonio immobiliare
In Italia il valore complessivo degli immobili residenziali supera i 6.000 miliardi di euro, circa il 75% delle famiglie possiede una casa di proprietà e il prelievo immobiliare produce oltre 40 miliardi di euro di gettito annuo. Sono i primi dati forniti da “Gli immobili in Italia”, il volume realizzato dal Dipartimento delle finanze del ministero dell’Economia e delle Finanze e dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, disponibile da oggi sul sito del Df e dell’Agenzia.
Oltre a fotografare la consistenza e il valore degli immobili, l’edizione 2026 approfondisce il contributo della fiscalità immobiliare al finanziamento della spesa pubblica e analizza le tendenze del mercato, con particolare attenzione alle condizioni di accesso alla casa.
L’analisi dei dati
Giunta alla nona edizione, la pubblicazione analizza il settore attraverso l’integrazione di dati fiscali, catastali, reddituali e di mercato, offrendo una panoramica sulla ricchezza immobiliare nel nostro Paese, sulla sua distribuzione sul territorio e sul peso della fiscalità.
L’elemento qualificante dell’approfondimento consiste nell’eterogeneità delle fonti utilizzate: l’analisi dettagliata di dati amministrativi, fiscali e di mercato conferisce una maggiore completezza al volume e consente di ricostruire, su base microeconomica, le relazioni tra patrimonio, reddito e prelievo.
L’obiettivo della pubblicazione è offrire uno strumento organico e completo per approfondire le caratteristiche del patrimonio immobiliare italiano e analizzare le relazioni tra proprietà, redditi, mercato e politiche fiscali.
L’integrazione tra dati patrimoniali, reddituali e fiscali costituisce la base informativa del volume, consentendo una lettura completa del sistema immobiliare. L’analisi, effettuata su circa 26,7 milioni di contribuenti proprietari di immobili, permette di esaminare la concentrazione della ricchezza immobiliare e le relazioni tra patrimonio e capacità economica.
Il gettito derivante dal patrimonio immobiliare
Il volume analizza, inoltre, il contributo della fiscalità immobiliare al finanziamento della spesa pubblica, con particolare riferimento alla finanza locale. Il gettito riconducibile agli immobili si attesta intorno a 42 miliardi di euro annui, pari a circa il 7,7 per cento delle entrate fiscali complessive, a conferma della rilevanza strutturale della tassazione immobiliare per la sostenibilità delle risorse locali.
L’analisi utilizza strumenti innovativi per misurare l’efficienza a livello locale, basati sull’integrazione di diverse database e sull’impiego di tecniche di machine learning. Tali approcci consentono una stima precisa della performance dei Comuni. In questo quadro assumono rilievo le modalità di esercizio dell’autonomia tributaria locale.
La casa e il risparmio energetico
Il rapporto evidenzia la presenza di differenze economiche e territoriali significative per quanto riguarda l’accesso all’abitazione. Su questa tematica ampio spazio è dedicato ai giovani under 36, per i quali si osserva una minore capacità di accesso alla proprietà rispetto ad altre fasce di popolazione, a fronte di una maggiore dipendenza dal credito e di una più elevata incidenza dei costi abitativi sui redditi.
Nel volume non manca, inoltre, una panoramica sull’efficienza energetica del patrimonio immobiliare, attraverso il collegamento fra le caratteristiche fisiche degli edifici e la sostenibilità delle famiglie. L’analisi evidenzia ampi margini di miglioramento nell’efficienza dei consumi energetici domestici, con potenziali risparmi rilevanti sia a livello microeconomico che aggregato. L’integrazione tra dati fiscali, consumi energetici e interventi edilizi consente di approfondire la relazione tra qualità degli immobili, spesa energetica e condizioni di vulnerabilità.
Fonte: http://www.ilsole24ore.com/ Vai all’articolo originale

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